- Come è una caldaia al alto rendimento?
In base alla Legge nr. 9 del 1991 e al collegato D.M. 15 Febbraio 1992, per essere classificata ad “alto rendimento" una caldaia deve garantire un "rendimento a regime" almeno pari o superiore al 90%
L'installazione di tale tipologia di caldaie in sostituzione di un più vecchio modello (come pure la sostituzione di scaldabagni elettrici con scaldabagni a gas) gode di particolari agevolazioni fiscali, per il momento protratti dall'ultima Legge Finanziaria.
Considerando i progressi tecnologici e l'evoluzione dei prodotti dal 1991, oggi da un punto di vista strettamente tecnico risulta molto importante non solo il classico "rendimento a regime" (misurato alla massima potenza di funzionamento), ma anche il "rendimento a potenza/carico ridotto": questo rendimento descrive ancor meglio la resa della caldaia nel ciclo reale di utilizzo, dato che la caldaia funziona al massimo della potenza solo nel regime iniziale, quando i caloriferi sono freddi, e si regola automaticamente a potenza inferiore per il resto della giornata.
Nel valutare le prestazioni della caldaia dal punto di vista del rendimento, e quindi dei consumi, è necessario quindi tener conto anche del rendimento a potenza ridotta.
Infatti, mentre le caldaie tradizionali hanno rendimenti a potenza ridotta che si collocano circa 5 punti al di sotto del rendimento a potenza massima, oggi l'evoluzione tecnologica rende disponibili sul mercato prodotti con prestazioni a rendimento ridotto ben superiori a quelle di 5-10 anni fa: le moderne caldaie tecnologiche, come la Vaillant turboTEC, ottengono rendimenti pari al 93% a potenza massima e 93% a potenza ridotta, mentre le ancor più evolute caldaie a condensazione, come le Vaillant ecoBLOCK ed ecoVIT, ottengono prestazioni fino a 109% alla massima potenza e 109% a potenza ridotta
Per comprendere come sia possibile un rendimento superiore al 100%, consultate la spiegazione dedicata alle caldaie a condensazione. - Com’è una caldaia che risparmia 1/3?
Se si è in cerca di risparmio, oggi è possibile trovare caldaie che fanno risparmiare fino al 30% sul consumo di combustibile.
Si tratta delle caldaie a condensazione, particolari apparecchi che utilizzano tutto il calore della combustione, che normalmente viene disperso nell’ambiente con i fumi di scarico.
Nei generatori di calore convenzionali, il calore prodotto dalla combustione viene utilizzato mediante uno scambiatore di calore che trasferisce l’energia all’impianto di riscaldamento.
I fumi di scarico che, dopo aver attraversato lo scambiatore, vengono espulsi all’esterno attraverso la canna fumaria, raggiungono mediamente temperature superiori ai 120 °C.
Nella combustione degli idrocarburi, tuttavia, le reazioni chimiche portano anche alla formazione di acqua, la quale, data la temperatura alla quale si svolge la reazione di combustione, si trasforma immediatamente in vapore acqueo.
Il vapore surriscaldato oltre i 100 °C fuoriesce dalla canna fumaria, sottraendo così calore prezioso all’impianto.
Nelle caldaie a condensazione, i fumi di scarico vengono fatti scorrere in appositi scambiatori di calore che li raffreddano al di sotto della temperatura di condensazione.
Non appena ciò avviene, il vapore acqueo contenuto nei gas di scarico condensa e l’energia termica che si libera, chiamata calore latente, viene ceduta all ’impianto di riscaldamento.
In termini più semplici, gli apparecchi a condensazione utilizzano tutto il calore reso disponibile dalla combustione.
Gli apparecchi a gas a condensazione possono essere installati in qualsiasi impianto di riscaldamento o di produzione d’acqua calda.
Sono particolarmente efficienti in impianti a bassa temperatura, come gli impianti a pannelli o gli impianti che utilizzano radiatori a grande superficie.
In questi casi esistono le condizioni ideali per la tecnica basata sulla condensazione, grazie alla bassa temperatura dell’acqua dell’impianto. La condensazione, infatti, avviene in misura maggiore se l’impianto è impostato a bassa temperatura d’esercizio.
Anche con l ’utilizzo d’impianti tradizionali, tuttavia, si possono ottenere sensibili vantaggi, specialmente se sono attivi per lunghi periodi nell’arco dell’anno.
Gli apparecchi a condensazione, infatti, sono sempre nettamente superiori agli apparecchi tradizionali in termini di rendimento, specialmente dopo lo spunto iniziale che porta in temperatura l’edificio. Dopo la fase iniziale a massima potenza, le caldaie funzionano a potenza ridotta (fino al 40%del massimo disponibile), con prestazioni molto diverse secondo la tipologia: gli apparecchi tradizionali hanno rendimenti limitati, mediamente intorno all’84%, mentre gli apparecchi a condensazione danno proprio in queste condizioni le migliori prestazioni, con rendimenti del 107-109%.
Gli studi sul funzionamento degli impianti di riscaldamento indicano che un impianto tradizionale, con temperature di esercizio di 90°/75 ° C funziona per un periodo di tempo pari al 60% in regime adatto alla condensazione.
Appare chiaro quindi che gli effetti sulla bolletta del gas divengono sensibili anche su impianti tradizionali.
La differenza di rendimento tra una caldaia a condensazione e una caldaia tradizionale fa risparmiare fino al 30% combustibile. L’entità del risparmio dipende dal tipo d’impianto: più è bassa è la temperatura di esercizio, più elevato sarà il risparmio.
Anche nelle condizioni meno ideali, con caloriferi che richiedono temperature di esercizio molto elevate, il risparmio è pari a circa 10%. - Com’è una caldaia con elevato comfort?
Il comfort di una caldaia, in particolar modo se si parla di caldaie murali, è percepito dall’utilizzatore soprattutto in relazione alla produzione d’acqua calda.
Nell’erogazione dell’acqua, infatti, i tempi di attesa, la costanza di temperatura, la capacità di erogare grandi quantità di acqua calda sono parametri che, nell’insieme, contribuiscono a determinare la sensazione di comfort.
In questo senso, possiamo distinguere le caldaie con produzione istantanee d’acqua calda dalle caldaie con accumulo incorporato.
Le caldaie istantanee producono acqua calda al momento della richiesta, mediante uno scambiatore rapido. Ai vantaggi di semplicità d’utilizzo, gli apparecchi a produzione d’acqua calda istantanea abbinano tuttavia un limite nella capacità di soddisfare più utilizzi contemporaneamente, come ad esempio una doccia e un lavello.
Abbinando ad una caldaia un sistema ad accumulo d’acqua calda, si ha a disposizione una grande quantità d’acqua già pronta per l’utilizzo: mentre l’utilizzatore consuma l’acqua contenuta nell’accumulo, la caldaia riscalda una pari quantità d’acqua proveniente dall’acquedotto, che viene immagazzinata nel serbatoio.
In questo modo si possono anche ottenere, per periodi limitati, quantità d’acqua calda superiori alla capacità termica della caldaia, attingendo alla riserva d’acqua.
Ad esempio, se una caldaia da 28 kW produce in regime continuo 13 litri il minuto d’acqua calda, con l’aggiunta di un accumulo di 50 litri può produrre17 litri al minuto nei primi 10 minuti, cioè ben 40 litri d’acqua calda in più! La stessa prestazione ottenibile da una caldaia con potenza superiore del 30%.
Ma i vantaggi non finiscono qui: mentre le caldaie istantanee non sono in grado di fornire acqua calda in sufficiente quantità se vi sono più rubinetti aperti, le caldaie con accumulo possono soddisfare anche picchi di prelievo molto elevati.
Inoltre, le caldaie con boiler integrato hanno il vantaggio di avere una temperatura dell’acqua erogata molto stabile e invariata tra estate e inverno.
Le normali caldaie con accumulo, tuttavia, hanno limitazioni nelle elevate dimensioni, pari a circa due caldaie affiancate, nonché nel peso, che spesso supera i 140 kG e non consente l’installazione su pareti divisorie.
Per risolvere questi inconvenienti, Vaillant ha studiato aquaBLOCK, una caldaia che fornisce le stesse prestazioni di erogazione d’acqua di una caldaia con serbatoio di accumulo da 60 litri, nelle dimensioni di una normale caldaia istantanea.
Il segreto è nell’innovativo sistema aquaBLOCK, che abbina uno speciale accumulo d’acqua calda a carica stratificata con uno scambiatore ad alta efficienza.
Anziché il classico scambiatore a serpentino, contenuto nei boiler tradizionali, Vaillant utilizza uno scambiatore ad elevata capacità di scambio
La maggiore velocità di riscaldamento di questo sistema consente d’integrare l’acqua calda prelevata dal rubinetto con nuova acqua calda in tempi più brevi.
I risultati parlano da sé: a parità di potenza applicata, aquaBLOCK ottiene le stesse prestazioni di una caldaia con accumulo di 60 litri utilizzando un boiler di soli 20 litri!
E non solo: il funzionamento combinato dell'accumulo a carica stratificata e dello scambiatore istantaneo consente di ottenere una superiore stabilità nel tempo della temperatura erogata.
Le prestazioni di questa caldaia sono, infatti, certificate dall'ottenimento della classe di merito tre stelle (il massimo) dalle norme che misurano il comfort nell'erogazione di acqua calda.
Un pò di tecnica... cos’è la carica stratificata?
Un serbatoio di accumulo di acqua calda può essere utilizzato al meglio se si sfrutta il fenomeno della stratificazione.
Ciò avviene perchè l'acqua calda e l'acqua fredda, avendo temperature diverse, tendono a comportarsi come se fossero due liquidi diversi, rimanendo separati all'interno dello stesso contenitore. In particolare l'acqua calda si concentrerà nella parte superiore del serbatoio, lasciando l'acqua fredda in basso.
Se si favorisce questo fenomeno è possibile prelevare acqua molto calda sino alla fine, come se il serbatoio contenesse solo acqua ad alta temperatura.
Senza il fenomeno della stratificazione invece, si preleverebbe acqua miscelata, cioè tiepida.
Grazie a questo fenomeno, e all’utilizzo di uno scambiatore rapido, la caldaia aquaBLOCK può raggiungere prestazioni finora ottenibili da caldaie di dimensioni quasi doppie. - Com’è una caldaia a condensazione?
Il corretto utilizzo delle risorse del nostro pianeta è un tema sempre più di attualità. Questo perché per produrre l’energia necessaria alla nostra vita ed al nostro benessere, utilizziamo risorsenaturali che si esauriranno in un prossimo futuro e ciò ci spinge ad un uso razionale e ad un consumo senza sprechi.
L’attenzione per la qualità della vita ci spinge anche a studiare come utilizzare le risorse energetiche rispettando l’ambiente, studiando tecniche di utilizzo che inquinino sempre meno. L’ultimo sviluppo nell’evoluzione dei generatori di calore ha messo a disposizione degli utenti la tecnica della condensazione, con la quale si ottiene una drastica riduzione dei consumi.
Nei generatori di calore convenzionali, il calore prodotto dalla combustione viene utilizzato mediante uno scambiatore di calore che trasferisce l’energia all’impianto di riscaldamento.
I fumi di scarico che, dopo aver attraversato lo scambiatore, vengono espulsi all’esterno attraverso la canna fumaria, raggiungono mediamente temperature superiori ai 120 °C.
Nella combustione degli idrocarburi, tuttavia, le reazioni chimiche portano anche alla formazione di acqua, la quale, data la temperatura alla quale si svolge la reazione di combustione, si trasforma immediatamente in vapore acqueo.
Il vapore surriscaldato oltre i 100 °C fuoriesce dalla canna fumaria, sottraendo così calore prezioso all’impianto.
Negli apparecchi a condensazione, i fumi di scarico vengono fatti scorrere in appositi scambiatori di calore che li raffreddano al di sotto della temperatura di condensazione.
Non appena ciò avviene, il vapore acqueo contenuto nei gas di scarico condensa e l’energia termica che si libera, chiamata calore latente, viene ceduta all ’impianto di riscaldamento.
In termini più semplici, gli apparecchi a condensazione utilizzano tutto il calore reso disponibile dalla combustione.
Nel caso del gas metano, il calore latente recuperabile è pari all ’11%, mentre nel caso di combustibili liquidi quali il gasolio, il calore latente è pari al 6%circa.
Per questo motivo la tecnica della condensazione è più vantaggiosa utilizzando il gas metano.
Com’è possibile ottenere valori di rendimento superiori al 100%?
La quantità di calore che viene resa disponibile dalla combustione viene definita con il termine "potere calorifico".
Nei combustibili fossili, come ad es. il carbone, il gasolio o il gas metano, si distingue il potere calorifico inferiore da quello superiore.
Il potere calorifico inferiore esprime la quantità di calore utilizzabile senza la condensazione dei gas di scarico, mentre quello superiore considera tutto il calore utilizzabile e quindi anche la parte di calore contenuta nel vapore che si genera nella combustione e viene disperso nell'atmosfera.
Per convenzione internazionale, nel calcolo del rendimento dei generatori di calore tradizionali, si usa come riferimento il potere calorifico inferiore, poiché questi apparecchi non consentono il recupero e l’utilizzo del calore latente.
Per poter fare un confronto con gli apparecchi convenzionali, anche per le caldaie a condensazione viene usato il potere calorifico inferiore nel calcolo del rendimento.
Dato che questi apparecchi utilizzano anche il calore di condensazione, si ottengono gradi di rendimento superiori al 100%.
In questo caso, infatti, per il gas metano, il limite superiore teorico è pari a 111%.
Le caldaie Vaillant a condensazione raggiungono rendimenti fino a 109%, superiore di 19 punti rispetto al rendimento medio di una caldaia convenzionale (circa 90%). - Come è una caldaia ecologica?
Le caldaie "ecologiche" sono apparecchi che beneficiano degli sforzi in ricerca e sviluppo dei costruttori, che hanno migliorato le prestazioni del bruciatore in termini di controllo della combustione, riducendo le emissioni inquinanti.
Premesso che la combustione di qualsiasi combustibile (gas, gasolio, nafta, carbone, legna) produce fumi di scarico, è importante poter controllare la "qualità" di questi fumi, anche in virtù delle sempre più severe normative ambientali, che tendono a minimizzare l'impatto degli impianti di riscaldamento sull'inquinamento urbano.
Da questo punto di vista, grazie anche alla migliore ecologicità del gas naturale rispetto ad altri combustibili, le caldaie e i bruciatori a gas offrono vantaggi in termini di minori emissioni nei fumi delle sostanze più inquinanti quali gli ossidi di azoto (NOx), gli ossidi di zolfo (SOx), ecc...
Glo organismi normativi internazionali hanno introdotto una classificazione degli apparecchi a gas in 5 "classi" di emissione (per gli apparecchi a gasolio esistono classi analoghe, ma con limiti più blandi).
I livelli di emissione (concentrazione per kWh di potenza installata) per le caldaie a gas sono i seguenti:
classe NOx Livello di emissione
1 fino a 260 mg/kWh
2 fino a 200 mg/kWh
3 fino a 150 mg/kWh
4 fino a 100 mg/kWh
5 fino a 70 mg/kWh
Questi livelli di emissione sono contenuti negli standard europei di prova EN 297 e EN 483.
In realtà il termine "caldaia ecologica"assume in Italia anche una valenza legale.
Infatti ai sensi di quanto richiesto dal DPR 551/99, si definisce in senso stretto "ecologica" solo una caldaia a gas che rientra nella "classe 5" di emissione di NOx (ovvero con emissioni pari o inferiori a 70 mg/kWh). - Com’è una caldaia per esterni?
La necessità di maggiore spazio all'interno delle nostre abitazioni è un'esigenza tipicamente moderna. La diminuzione delle dimensioni delle attuali unità abitative ha reso necessario lo sviluppo di nuove soluzioni per installare gli apparecchi in luoghi non utilizzati, come ad esempio i balconi .
Le caldaie per esterno soddisfano proprio questa necessità, garantendo il medesimo livello di comfort, sicurezza e affidabilità delle tradizionali caldaie a gas per interni. Studiate per essere installate all'esterno degli ambienti abitati, in luoghi protetti dalla pioggia diretta, sono realizzate con materiali particolarmente resistenti in grado di resistere all'azione logorante dell'umidità, del gelo e delle altre condizioni climatiche avverse.
La protezione contro le intemperie viene completata da particolari accorgimenti antivento, che assicurano il corretto funzionamento della caldaia nelle normali condizioni meteorologiche di tutto l'anno.
I sistemi di protezione contro il gelo che agiscono sia sul lato riscaldamento sia sul lato sanitario garantiscono un normale funzionamento dell'apparecchio fino a temperature esterne di - 10 °C preservando la caldaia e anche l'ambiente in cui è presente l’impianto di riscaldamento.
In caso di abbassamento della temperatura esterna con il rischio di gelo, viene attivata la pompa di circolazione e, solo se necessario, il bruciatore.
Le caldaie per esterno possono essere comodamente gestite dall'interno dell'abitazione grazie agli evoluti sistemi di termoregolazione a controllo remoto. - Com’è una caldaia per incasso?
I modelli di caldaia ad incasso sono ideali quando lo spazio a disposizione non consente l’installazione della caldaia all’interno dell’abitazione e vincoli estetici rendono problematica l’installazione a vista su balconi e terrazzi.
Le caldaie ad incasso sono sostanzialmente degli apparecchi a scomparsa totale: l’apposito armadio di protezione si inserisce nel muro dell’edificio in fase di costruzione e successivamente la caldaia completa di tutti i suoi componenti viene agevolmente montata, con un rapido collegamento delle tubazioni degli impianti di riscaldamento, gas e acqua.
L’anta di chiusura non sporge dalla parete e può essere dipinta con la stessa tonalità. In questo modo la caldaia viene installata al di fuori dell’ambiente abitato senza occupare spazio su balconi o terrazze e salvaguardando l’estetica dell’edificio.
L’armadio di protezione è predisposto per alloggiare le tubazioni degli impianti nelle posizioni previste dalla caldaia, in modo da rendere semplice e veloce il montaggio successivo ad edificio terminato.
Lo scarico forzato dei fumi delle caldaie ad incasso può fuoriuscire dall’armadio di protezione frontalmente, lateralmente o superiormente, per una massima flessibilità di installazione. L’apposito comando a distanza collegato via cavo permette di gestire totalmente la caldaia dall’interno dell’abitazione, con grande comodità. - Com’è una caldaia con 45m di camino?
Le caldaie a condensazione hanno caratteristiche particolari anche per lo scarico dei prodotti della combustione.
La temperatura dei fumi , infatti, è di molto inferiore a quella degli apparecchi convenzionali, con valori inferiori a 70°C nella maggior parte del periodo di funzionamento.
Per questo motivo, con le caldaie a condensazione è impossibile utilizzare canne fumarie convenzionali, che si basano sul calore dei fumi di scarico per espellere all’esterno i fumi stessi.
Per scaricare i fumi in modo efficace, con queste caldaie vengono utilizzate canne fumarie dove i fumi di scarico vengono espulsi grazie al ventilatore dell’apparecchio.
Le caldaie Vaillant hanno trasformato in vantaggio questa caratteristica: l’esclusivo sistema di gestione a microprocessore, infatti, mantiene costante la potenza dell’apparecchio anche in presenza di condotti di scarico di elevata lunghezza.
Ciò consente di ottenere una caratteristica unica: le caldaie Vaillant a condensazione possono utilizzare condotti di scarico fumi a diametro ridotto (80 mm) fino ad una lunghezza di 45 metri senza alcuna perdita di potenza.
Un eccezionale vantaggio nel caso di situazioni d’installazione complesse e nel caso di ristrutturazioni d’impianti già esistenti, che richiedano il rifacimento delle canne fumarie.
In quest’ultimo caso, la possibilità di introdurre nelle canne fumarie già esistenti i condotti di scarico da 80 mm fino a lunghezze di 45 metri evita il costoso rifacimento delle canne stesse. - Cosa si intende per rendimento?
E’ il rapporto tra la potenza termica convenzionale,che tiene conto del calore perso al camino,e la potenza termica del focolare. - Quale tipo di caldaia offre il miglior rendimento?
La caldaia a condensazione perchè recupera il calore latente contenuto nei fumi di combustione che di norma nelle caldaie tradizionali, viene perso. - Chi è responsabile del'impianto di riscaldamento autonomo?
Il responsabile d'impianto è il proprietario o l'occupante o per essi un terzo responsabile. - Cos'è e che caratteristiche deve avere l'apertura di ventilazione?
- Quando è obbligatoria?
L'apertura di ventilazione deve garantire l'afflusso di almeno tanta aria quanta ne viene richiesta dalla regolare combustione del gas.
Dette aperture devono avere sezione libera totale netta di passaggio di almeno 6 cm² per ogni kW di portata termica installata con un minimo di 100 cm². E’ obbligatoria in qualsiasi locale in cui sono installati apparecchi a gas di tipo A o B o apparecchi di cottura. - Quali controlli posso operare periodicamente e direttamente sulla caldaia?
- A cosa devo prestare attenzione (fiamma pilota/camera aperta, pressione, ecc.)?
Sul libretto d'uso è descritto tutto ciò che serve all'utente per un buon utilizzo dell'apparecchio e le relative prescrizioni di sicurezza. - Ho acquistato un monolocale da ristrutturare sprovvisto di impianto di riscaldamento: su quale apparecchio che consenta anche di produrre acqua calda mi posso orientare?
Un apparecchio di tipo "C" a camera stagna, riscaldamento+acqua calda per i sanitari. Le consigliamo di visualizzare il nostro modello: VMW202-3 PRO. - Che apparecchio per riscaldamento e produzione di acqua calda scegliere per una villetta monofamilare su due piani più un piano intererrato?
L’apparecchio migliore è sicuramete una caldaia a basamento di tipo condensazione con un accumulo per l'acqua calda. Le consigliamo il modello VKK 366 con accumulo VIH K 150; Una soluzione di assoluta qualità, massimo rendimento e rispetto per l'ambiente. - Cosa si intende per geotermia?
La geotermia è una materia che si occupa di studiare il calore immagazzinato nel sottosuolo. La moderna termotecnica, mediante l’utilizzo delle pompe di calore geotermiche sfrutta tale calore per il riscaldamento, il raffrescamento e la produzione di acqua calda sanitaria per applicazioni sia domestiche che industriali.
L’energia geotermica è annoverabile tra le fonti energetiche rinnovabili, poiché non basa la generazione di energia sullo sfruttamento di combustibili di origine fossile. Ciò comporta l'annullamento delle immissioni di anidride carbonica in atmosfera ed una minore dipendenza energetica del nostro Paese dall'estero. - Perché scegliere un impianto geotermico?
Perché viene sfruttata una tecnologia ad alta efficienza energetica per la climatizzazione invernale ed estiva. I vantaggi che ne derivano sono la combinazione di una fonte di calore gratuita (proveniente dalla Terra) inesauribile nel tempo a temperatura costante indipendentemente dalle stagioni, con una pompa di calore che è la macchina che attualmente offre la maggiore resa energetica.
In termini di efficienza per ogni kW elettrico fornito, da una macchina geotermica Vaillant della serie geoTHERM si possono estrarre oltre 3 kW termici.
Per fornire il 100% dell’energia all’abitazione, la pompa di calore geotermica
avrà bisogno di un 30% di energia ed il restante 70% viene recuperato
dall’ambiente.
Gli impianti geotermici sono quelli che, tra le varie forme di energie rinnovabili, permettono le più alte potenze installate e, grazie anche alla regolarità di funzionamento, le più consistenti energie prodotte. - L’energia prodotta dal terreno è da considerarsi totalmente gratuita e rinnovabile?
L’energia che viene prodotta dal terreno è senza ombra di dubbio da considerarsi completamente gratuita ed inesauribile. Esiste allo stato naturale sotto il terreno e viene continuamente rinnovata dall’apporto continuo di fenomeni climatici naturali quali sole, vento e pioggia. L’utente che sfrutta l’energia geotermica si trova ad avere a disposizione gratuitamente un “serbatoio” di energia termica da sfruttare perennemente. L’impianto geotermico risulta,di conseguenza, un ottimo investimento da effettuarsi una volta sola. Essendo la temperatura del terreno costante nel tempo il riscaldamento è pienamente assicurato durante tutta la stagione invernale. - Quali sono i componenti di un impianto geotermico?
In sintesi l’ impianto geotermico è costituito da due principali componenti:
• La pompa di calore
• Lo scambiatore di calore
La pompa di calore è una macchina elettrica a ciclo frigorifero inverso (il principio di funzionamento è simile ad un normale frigorifero domestico ma con ciclo termodinamico contrario) che, grazie al lavoro meccanico effettuato dal compressore, porta il calore da una temperatura più bassa ad una più alta.
Lo scambiatore di calore permette di acquisire energia termica dispersa nel terreno o nell’acqua ( nel caso di pozzi, falde etc…) e di convogliarla nell’impianto di climatizzazione. Gli scambiatori utilizzati si classificano nel modo seguente:
• Scambiatore con sonda geotermica a terreno verticale a circuito chiuso (acqua-glicole).Tale scambiatore necessita di un’area limitata in superficie ed assicura una resa energetica costante durante tutto il periodo dell’anno per tutta la durata dell’impianto;
• Scambiatore orizzontale a prato (sonda). Tale scambiatore risulta certamente più semplice nella posa ma subisce l’influenza stagionale del contributo termico dovuto dal sole e necessita di spazi adeguati.
• Lo scambio con l’acqua con pozzo di pescaggio/drenaggio in falda risulta certamente il più performante ed efficiente in termini prestazionali. La sua applicazione è comunque subordinata alle rigide disposizioni degli enti pubblici preposti in termini di tutela del patrimonio acquifero. - Oltre alla climatizzazione invernale e la produzione di acqua calda sanitaria è possibile produrre raffrescamento con la geotermia?
Certamente. L’impianto geotermico garantisce anche il raffrescamento degli ambienti durante la stagione estiva. Con le pompe geotermiche Vaillant della serie geoTHERM è possibile avere il raffrescamento passivo (free cooling) con il solo consumo elettrico delle pompe, consentendo di avere benessere a costi praticamente nulli. - L’impianto geotermico per la climatizzazione invernale degli edifici risulta idoneo solo nelle regioni con un clima mite?
Naturalmente no. Qualsiasi tipologia di clima in cui ci si viene a trovare il terreno risulta essere sempre uno straordinario “serbatoio energetico” .L’apporto continuo di acque piovane, sole e vento garantisce in ogni stagione una straordinaria riserva di energia termica a temperatura sempre costante sfruttabile con l’impianto geotermico.
A conferma di quanto detto si veda la straordinaria diffusione di macchine geotermiche nei paesi a clima decisamente più freddo del nostro quali la Svizzera, la Francia la Germania e tutti i Paesi scandinavi. - Per lo sfruttamento ottimale della geotermia quali sono le migliori soluzioni impiantistiche?
La migliore soluzione impiantistica da abbinare alla macchina geotermica risulta essere senza ombra di dubbio il sistema di distribuzione del calore a bassa temperatura ( pannelli radianti). Nel caso si avesse in una casa esistente un sistema di distribuzione del calore a radiatori sarà assolutamente necessario dimensionare tali radiatori per un funzionamento a bassa temperatura. Le pompe di calore Vaillant della serie geoTHERM raggiungono comunque una temperatura massima di mandata riscaldamento di ben 62°C!! - Per quanto riguarda la manutenzione dell’impianto geotermico si dovranno prestare particolari attenzioni?
Nel tempo si dovranno sostenere altri costi aggiuntivi per mantenere uno standard di efficienza elevata dell’impianto ?
L’impianto geotermico nel complesso non necessita di alcuna manutenzione particolare. La macchina geotermica, concettualmente simile ad un frigorifero di casa (ma funzionante a ciclo inverso perché bisogna produrre calore) necessita di una manutenzione simile a detto elettrodomestico. Per quanto riguarda le sonde geotermiche verticali a circuito chiuso, se l’impianto è stato realizzato a regola d’arte, non vi saranno costi aggiuntivi da sostenere nel tempo.
Per quanto concerne la pompa geotermica Vaillant oltre alla garanzia di legge viene garantito il componente più sollecitato ossia il compressore per ben 10 anni.
Per le sonde geotermiche vi è uno storico di vita di ben 50 anni dato da sonde posate ben 50 anni fa che funzionano ancora regolarmente. - Quali sono gli incentivi previsti per gli impianti geotermici?
La Legge Finanziaria 2009 ha previsto un credito di imposta pari al 55% dell’investimento da recuperarsi in cinque anni. Tale misura è valida per le sole ristrutturazioni edilizie.
In particolare viene prorogata la detrazione fiscale del 55% fino al 31/12/2010 prevista nella “Finanziaria” 2007 (art. 1, c. 344- 347) per la sostituzione di sistemi di riscaldamento non a condensazione con impianti geotermici “a bassa
entalpia”.
