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Dicono di noi

In arrivo anche in Italia un sistema che sfrutta una “pietra”, la zeolite, in grado di rilasciare energia termica. Ecco come l’urgenza della protezione del clima spinge la tecnologia (e cambia le nostre abitudini). Intervista a Gherardo Magri, ad di Vaill
Immaginate un sasso, simile alla ceramica che (grazie alla sua elevatissima porosità) è in grado di assorbire e rilasciare grandi quantità di vapore acqueo, riscaldandosi fino a raggiungere temperature che possono alimentare un impianto di riscaldamento. E di generare calore ininterrottamente per circa 300 anni. È la nuova «scoperta futuristica» per il comfort abitativo dei ricercatori Vaillant (un team che, «in questi anni di lotta per la liberazione dal petrolio», conta 530 dipendenti in sette location mondiali con all’attivo più di 3000 brevetti) che ha portato all’impianto zeoTHERM (in aprile in Italia), mix di super tecnologie (pompa di calore a zeolite, caldaia a gas a condensazione e solare), per ottenere un rendimento superiore del 20% rispetto alla semplice tecnologia a condensazione. Se pensiamo al 1874, anno in cui il signor Johann Vaillant, costruttore artigiano di scaldabagni, fonda l’azienda di famiglia con l’intento di «proteggere la salute delle persone», possiamo a ragione dire che di acqua ne è passata «dentro ai tubi». Oggi i suoi discendenti controllano un gruppo internazionale con prodotti che spaziano dalle caldaie per piccole abitazioni agli impianti centralizzati per grandi edifici, dai pannelli solari alle pompe di calore geotermiche. E un fatturato mondiale 2010 di 2.314 milioni di euro. Antesignani dell’energy saving, è del 1991 il lancio della prima caldaia ecologica a bassa emissione, conosciuta come Tecno-block Low NOx. Ma sulla sostenibilità Vaillant ha costruito tutto il proprio sviluppo e la propria strategia industriale (è tra le prime tre aziende tedesche in fatto di green): l’impegno in questa direzione infatti non si ferma alla tecnologia ma coinvolge l’intero assetto aziendale e, in primis, la produzione. In pochi anni i rifiuti sono stati ridotti di quasi il 30%, del 7,4% il consumo d’acqua e del 23% quello del petrolio. «La nostra è una visione lungimirante, perché produrre benessere per gli altri garantisce il proprio». In Italia a capo di questa «società familiare», fedele nei decenni al proprio modello di business, c’è da gennaio 2010 Gherardo Magri...


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(Business People - settembre 2011 - intervista di Maria Laura Bonfanti)

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